Gli indicatori nell’analisi tecnica

Come abbiamo avuto modo di leggere negli scorsi articoli, l’analisi tecnica, è uno strumento imprescindibile per un Trader durante la valutazione e lo studio dei mercati finanziari al fine di poter formulare delle previsioni il più possibile attendibili volte a garantirgli ingressi a mercato mirati e profittevoli. Dobbiamo essere sempre consapevoli che non esistono modi infallibili per fare trading, e che gli stop sono comunque parte del lavoro quotidiano di un Trader; sono da considerarsi come un costo che si può avere durante un’attività imprenditoriale.

Chi fa trading in modo professionale gestisce una vera e propria azienda, è un imprenditore, e come tale deve essere un buon manager e deve saper gestire non solo i guadagni, ma anche le perdite, cercando di renderle piccole e comunque sempre sotto controllo.

Ci sono anche altri “costi” che un Trader deve sostenere per migliorare e far prosperare la sua attività, uno di questi è senza ombra di dubbio la FORMAZIONE.

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La formazione si trasforma così da costo a INVESTIMENTO.  Infatti se ci si informa e forma cercando di apprendere al meglio i mercati , si sarà più professionali e preparati per gestire tutte le situazioni che si incontreranno ed il trading potrà senza ombra di dubbio essere fonte di reddito e soddisfazioni.

Non volevo, con questo preambolo, uscire dal seminato… ovvero non volevo distogliere l’attenzione del lettore da quello che è il titolo dell’articolo GLI INDICATORI NELL’ANALISI TECNICA, anzi… era proprio un modo per sottolinearne l’importanza. Infatti nella formazione di un Trader, nel suo bagaglio di conoscenze, non deve mancare lo studio e la comprensione dell’analisi tecnica vista nei suoi più svariati e complessi argomenti, ed uno di questi (che affronteremo da questo articolo in avanti) è legato ai diversi INDICATORI usati come strumento di analisi.

Ma quindi cosa sono questi indicatori?

Partiamo subito da una più semplice definizione… Gli indicatori sono strumenti legati all’analisi tecnica e sono basati su calcoli matematici e statistici e trovano il loro impiego per aiutare l’interpretazione dell’andamento di un qualsiasi strumento finanziario.

Bisogna subito chiarire che questi indicatori si suddividono in due categorie, quelli LEADING e quelli LAGGING. I primi sono quegli indicatori tecnici che tendono a prevedere statisticamente l’andamento futuro dei prezzi basandosi ovviamente su delle serie storiche, mentre i secondi, la cui traduzione letteralmente significa “tardivi”, seguono il movimento dei prezzi quando questi sono già in trend.

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Ma quale categoria di indicatori funziona meglio? Quale andrebbe usata per un’operatività corretta e profittevole?
Anche in questo caso la risposta non è semplice… infatti ogni Trader, a seconda della sua esperienza e propensione al rischio, userà più uno rispetto all’altro o addirittura un mix di entrambi. Possiamo però ragionare insieme su alcuni aspetti riguardanti il loro utilizzo e la loro contestualizzazione. Partiamo dal presupposto che lavorare a favore di trend è sempre consigliato e forse meno rischioso, se ci pensate, nuotare in un mare in tempesta contro corrente non è semplice, e anche il nuotatore più esperto può essere trascinato verso una triste fine….

Facciamo quindi per un momento nostro il famoso concetto “TREND IS YOUR FRIEND”.. ovvero il trend è tuo amico.

Bene, sulla base di questo concetto ci vengono in aiuto gli indicatori LAGGING. Sì è vero, abbiamo detto che sono tardivi e quindi tendono ad evidenziarci un inizio di trend quando è già partito, quindi ci fanno entrare a mercato con un certo ritardo, ma ovviamente non sappiamo quanto questo sarà lungo e forte, quindi prima o poi riusciremo a cavalcarne uno che ci potrà così portare ad incassare delle belle posizioni, come dicono molti trader di successo, ONE GOOD TREND PAYS FOR ALL THE WHIPSAWS , ovvero sarà sufficiente seguire un solo trend molto forte per essere ripagati da tante piccole entrate andate male, quindi qui si rimarca il solito concetto di tenere sempre “piccoli” i costi, gli stop.

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Quali sono gli indicatori lagging più conosciuti?

Vediamo ora una panoramica di quelli che sono i più conosciuti ed usati INDICATORI LAGGING:

  • MEDIA MOBILE
  • AVERAGE DIRECTIONAL INDEX ( ADX )
  • ICHIMOKU KYNKO HYO
  • BOLLINGER BANDS
  • ENVELOPES ( bande di oscillazione )
  • PARABOLIC SAR
  • INDICATORE ZIC ZAC
  • SUPERTREND
  • MACD

Ovviamente tutti questi indicatori sono presenti nelle maggiori piattaforme di trading e noi li potremo vedere durante la nostra operatività usando la METATREDER, MT4.

Ogni indicatore ha dei suoi parametri di default e ovviamente molti li lasciano tali e li impiegano su qualsiasi intervallo di tempo e per qualsiasi strumento finanziario. Questo può dare dei problemi in quanto vanno settati ed adattati ai vari time frame e vanno anche studiati e provati in modo da affinare le proprie conoscenze e farne uno strumento il più attendibile possibile.

Passiamo ora a vedere di spiegare brevemente gli indicatori LEADING. Come abbiamo detto prima questo tipo di strumento si cerca di “prevedere “ quando un trend sta per finire e quindi avviene un inversione.  Quindi il Trader cerca un “anticipo”, un vantaggio, un chiaro segnale di inversione. Questi indicatori sono di carattere statistico e si basano su delle serie storiche, cioè su come si è comportato il mercato nel corso degli anni passati. A differenza dei LAGGING questi danno segnali più tempestivi, ma di contro sono meno affidabili perché sono più soggetti a falsi segnali soprattutto su time frame piccoli.

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Vediamo quali sono gli indicatori Leading più famosi e più utilizzati dai Traders 

  • STOCASTICO
  • MACD
  • MOMENTUM
  • COMMODITY CHANNEL INDEX
  • RELATIVE VIGOR INDEX
  • AVERAGE TRUE RANGE (ATR )
  • WILLIAMS %R

Questi tipi di indicatori quindi sono meno affidabili, ma se uniti con altri strumenti di analisi come ad esempio le trendline possono dare ottimi risultati. Ovviamente vanno studiati e contestualizzati sempre al meglio, nel trading non esistono formule magiche o strumenti in grado di prevedere il futuro! Chi lo afferma non è di certo un Trader professionista.

In conclusione vorrei ancora spiegare una distinzione da fare tra i vari indicatori tecnici che abbiamo appena visto, infatti questi, per correttezza di informazione, si distinguono ancora in INDICATORI ed OSCILLATORI.

La differenza sta nel fatto che i primi sono liberi di muoversi all’interno di un grafico mentre invece gli oscillatori, come si deduce dal nome, oscillano all’interno di un indice fisso, generalmente compreso tra 0 e 100 , oppure, come nel caso del MOMENTUM, intorno ad un parametro fisso dello 0. Li vedremo sempre svincolati dal grafico del prezzo e saranno confinati nella parte bassa dello stesso. Un esempio classico di oscillatore è l’ RSI che si sviluppa all’interno di un range fisso e ci indica la volatilità del prezzo .

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La Media Mobile, un indicatore molto utilizzato nel Trading Online

Un esempio classico di INDICATORE invece può essere la MEDIA MOBILE, che vediamo sul grafico, più o meno vicina al prezzo a seconda del periodo impostato, e lo segue nei suoi movimenti.
Quindi in conclusione gli INDICATORI  servono per cercare di identificare il trend essendone loro “accompagnatori”, mentre gli OSCILLATORI servono per intercettare le inversioni in quanto tracciano livelli di IPERCOMPRATO e di IPERVENDUTO.

Esistono anche indicatori detti di VOLUME, e come suggerisce appunto il nome, si utilizzano per studiare e comprendere i volumi cioè la forza che distingue il movimento. Indicano le quantità di scambio in un determinato lasso temporale, in teoria alti volumi rafforzano la validità di un segnale.

Concludo questo articolo con una precisazione importante che voglio sia sempre chiara… Tutti questi indicatori sono ottimi strumenti che servono per avvalorare o meno delle analisi fatte in modo professionale , non vanno mai usati come generatori di segnali per entrare a mercato. Nel trading nulla va lasciato al caso e tutto va ponderato e valutato sempre al meglio! 

Nei prossimi articoli vedremo di sviscerarli uno per volta e spiegarne bene il corretto utilizzo e il miglior modo di contestualizzarli.

 

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