Relative Strength Index nel Trading conosciuto come R.S.I.

Parliamo oggi dell’indicatore, o meglio… dell’oscillatore R.S.I. (Relative Strenght Index).
Questo oscillatore viene usato molto in analisi tecnica perché, essendo un algoritmo del MOMENTUM, mette in evidenza le fasi di eccesso del mercato. (ipercomprato o ipervenduto).

E’ stato creato e sviluppato verso la fine degli anni settanta da J. Welles Wilder ed essendo un oscillatore di momentum ci dà un indicazione quantificata relativa alla forza o debolezza di un TREND in atto muovendosi su una scala che va da 0 a 100. In genere quando l’oscillatore si trova dai 70 punti in su da un indicazione di ipercomprato, di contro, dai 30 punti in giù, un indicazione di ipervenduto.

Relative strenght index nel Trading può essere applicato su qualsiasi strumento finanziario e su qualsiasi TIME FRAME, e come tutti gli indicatori ed oscillatori visti fino ad ora lo troviamo sulla nostra piattaforma di trading MT4 che di default ci da un settaggio a 14 periodi che però possiamo cambiare a nostro piacimento per le nostre analisi. Il suo impiego ci può quindi fornire un campanello di allarme in quanto, se durante le fasi di un trend abbastanza forte il suo valore supera la soglia 30 o la soglia 70, ci possiamo attendere un rallentamento del prezzo o addirittura un forte ritracciamento che potrebbe annunciare un’inversione di trend.
Un altro modo intelligente, ma meno intuitivo di usare questo indicatore e quello di cercare sul grafico la formazione di una DIVERGENZA e cioè quando andamento tra prezzo e il Relative strenght index nel Trading non sono più nella stessa direzione, divergono.

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Come funziona una divergenza ribassista o rialzista con l’R.S.I.?

relative-strength-index-nel-trading-divergenzaUna divergenza ribassista si verifica quando il nostro prezzo segna una serie di massimi crescenti , mentre l’indicatore traccia una serie di minimi consecutivi.
Una divergenza rialzista invece si verifica quando il nostro prezzo fa registrare una serie di minimi decrescenti mentre l’R.S.I. forma una serie di massimi crescenti.

Ribadisco ancora una volta comunque che non bisogna affidarsi solamente ad un indicatore o oscillatore per entrare a mercato, infatti nel caso delle divergenze, è si vero che possono intercettare un cambio di trend, ma, come tutti gli indicatori, forniscono molti FALSI SEGNALI. Se non si è esperti si rischia quindi di incappare in numerose perdite che possono mettere a rischio il proprio capitale, quindi le entrate vanno sempre ponderate e contestualizzate al massimo, magari usando più filtri per cercare di essere “ STATISTICAMENTE” dalla parte giusta del mercato.

Con BrainProFX  ed il suo S.D.O. (Servizio Didattico Operativo) impari anche questo, impari che essere conservazionisti e sempre attenti sul mercato alla lunga premia e rende possibile ripetere performance importanti che permettono al proprio capitale di crescere tenendo basso il rischio.

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Ichimoku Kinko Hyo uno strumento molto utilizzato dagli Analisti e Traders

Ichimoku-KinkoHyo-grafico-dailyParliamo oggi di un indicatore molto particolare ed interessante che da la possibilità, mediante un attento uso, di ricavare ottimi spunti operativi.
Questo indicatore venne creato e sviluppato verso la metà degli anni trenta da un giornalista giapponese ed appassionato di finanza: Goichi Hosoda

Verso la fine degli anni sessanta fu presentato al pubblico e suscitò subito l’interesse di molti addetti ai lavori che lo impiegarono fin da subito nelle più importanti sale di trading asiatiche, per vederne la sua espansione ed utilizzo anche in Occidente bisognerà aspettare la fine degli anni novanta.

Oggi viene utilizzato da molti analisti e molti traders usano questo importante strumento come unico indicatore per le proprie entrate a mercato. Il suo creatore Hosoda lo sviluppò basando le sue idee sul concetto di “equilibrio del prezzo” in quanto riteneva che le dinamiche del mercato fossero il riflesso incondizionato del comportamento umano a certi eventi e che di conseguenza i prezzi formassero dei veri e propri cicli che portavano derive destinate poi a ritrovare un vero equilibrio.

Quando si vede l’ichimoku su un grafico a prima vista lo si direbbe complesso e di difficile interpretazione, ma in realtà non è così, andiamo ora a sviscerare tutte le sue componenti per rendere più semplice la sua lettura e le indicazioni preziose che ci mette a disposizione.

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Quale è la funzionalità dell’Ichimoku nei grafici?

Innanzi tutto questo particolare indicatore descrive e mette in evidenza un trend in atto dandoci anche indicazioni di quale sia la sua forza e dove potrebbero andare in futuro i prezzi indicando delle zone di resistenza e supporto molto chiare e statisticamente valide.

Il nostro indicatore si compone da sei parti fondamentali: 

La TENKAN-SEN, la KIJUN –SEN, la SENKOU SPAN A, la SENKOU SPAN B, la CHIKOU SPAN e la famosa “nuvola” ovvero la KUMO.

La Tenkan-sen compare sul grafico come una linea che segue il prezzo, ricorda una media mobile, ma si diversifica da essa perché viene calcolata sommando il prezzo minimo ed il prezzo massimo di una candela diviso due e riguarda le ultime nove candele o periodi, di conseguenza segue il prezzo più da vicino, è una media più veloce. Un’altra importante linea che vediamo sul grafico è rappresentata dalla Kiju sen. Come la Tenkan rappresenta una media dei prezzi minimi e massimi diviso due, ma su un periodo più lungo, e cioè 26 periodi, di conseguenza più lenta.

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Operativamente parlando molti trader usano queste due medie particolari per le entrate a mercato sfruttando i loro incroci o meglio ancora usano la Kiju come livello di stop loss.
La senkou span A, assieme alla senkou B costituiscono i limiti che delineano e formano la Kumo, cioè la nuvola.

Si tratta di due medie ottenute dalla media tra Tenkan Sen e la Kijun che quindi si sommano e poi dividono per due, e poi la prima (Span A) viene proiettata avanti per 26 periodi e la seconda (Span B) per 52 periodi. Questo sistema di spostare in avanti le due linee sono un tentativo, da parte del suo creatore, di proiettare nel futuro ottimi livelli di supporto o resistenza che i prezzi potrebbero andare a colpire. Abbiamo visto nell’articolo che trattava le resistenze ed i supporti come questi prezzi abbiano una sorta di “memoria” e vengano spesso toccati nel tempo, di conseguenza ci fa capire come Hosoda abbia sfruttato questo fenomeno con la creazione di questo indicatore.

Quindi abbiamo detto che l’area tra le due Senkou Span formano la nuvola, la Kumo che è forse l’elemento più rappresentativo dell’indicatore.

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La Kumo è un elemento fondamentale per l’Ichimoku

Ichimoku-Kinko-Hyo-grafico-aud-usdQuesta è una vera e propria area dentro la quale i prezzi possono stazionare e rimanere intrappolati rappresentando così meglio le situazioni di lateralità e si espandono o contraggono in base alle dinamiche di mercato. Rappresentano aree di resistenza o supporto e non sono legate ad un solo livello di prezzo. 

Ovviamente più queste “nuvole“ sono grandi maggiore sarà la loro attitudine a tenere i prezzi in range laterale, più saranno piccole più i prezzi le attraverseranno velocemente ed accentueranno una direzionalità. Viene di conseguenza facile comprendere che quando i prezzi si muoveranno all’interno della Kumo non avremo ben delineato un trend.

Un’altra importante indicazione che ci viene fornita dall’ampiezza della nuvola sarà l’individuazione di zone di IPERCOMPRATO ed IPERVENDUTO. Infine ci può anche dare una chiara indicazione del trend proprio perché essendo la risultante di due medie, se i prezzi si trovano al di sopra saremo in presenza di trend rialzista, viceversa se saranno sotto saremo in presenza di trend ribassista.

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Vediamo infine cos’è la Chikou Span

Questa linea si forma dal prezzo di chiusura del periodo corrente questa volta però spostato indietro di 26 periodi.

Non si tratta questa volta di una media, ma di una semplice linea di prezzo odierna  visualizzata 26 periodi precedenti, in questo modo si potrà avere con un semplice colpo d’occhio un’altra indicazione sulla situazione del trend in atto. Infatti se la Chikou span si trova sopra le candele di 26 periodi fa saremo in presenza di un trend rialzista, viceversa, di uno ribassista. Alla luce di quanto detto quindi l’indicatore Ichimoku ci da una visione molto particolare del TRADING sul FOREX tentando, in modo statisticamente molto valido, di prevedere i prezzi sulla base di quelli presenti e di quelli passati.

Nel prossimo articolo tratteremo un altro indicatore, l‘RSI, nel frattempo vi invito a rileggere tutti gli articoli precedenti per essere sempre informati sui temi che riguardano il trading, e soprattutto ricordo di prendere visione sul nostro sito www.brainprofx.sc delle nostre ultime novità riguardanti il nuovissimo servizio S.R.I. Strategia Replica Investimenti!

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Il Parabolic SAR un indicatore di Trend Following

Vediamo oggi un altro indicatore della serie TREND FOLLOWING : il SAR parabolic.Questo indicatore è stato creato e sviluppato negli anni 70 da J. Welles Wilder, ottimo analista tecnico creatore anche di altri importanti indicatori quale ad esempio l’RSI.

Con l’acronimo SAR si intende “stop and reverse” e si sfrutta principalmente per identificare dei punti dove è meglio chiudere una posizione ed eventualmente aprirne una in senso opposto, da qui appunto REVERSE. Ovviamente appartenendo alla famiglia dei trend following diventa un buon strumento che ci aiuta ad identificare e contestualizzare meglio un trend in atto.

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Anche questo indicatore lo troviamo inserito nella nostra MT4, una volta che viene caricato su un grafico da analizzare farà comparire dei puntini verdi che si formeranno man mano che le candele di prezzo chiudono il periodo di riferimento. Questi puntini si troveranno sopra o sotto la linea del prezzo di mercato e formeranno una specie di parabola che sarà al di sotto del prezzo durante la fase di un trend rialzista, e al di sopra durante la fase ribassista. Capiterà anche di osservare la formazione dei punti in modo alternato un po’ sopra ed un po’ sotto il prezzo e questo succederà nelle fasi laterali di consolidamento. Questo significa che il suo utilizzo sarà ottimale durante le fasi di trend.

Un altro buon utilizzo del SAR può essere quello di sfruttarlo per definire dei punti di STOP  dinamici ovvero di TRAILING STOP

Cos’è un trailing stop nel Trading Online?

Non è altro che il nostro STOP che però non è fissato su un determinato prezzo ma bensì lo segue ad una certa distanza, distanza in pips che ovviamente scegliamo noi in base alle circostanze. Questo tipo di stop lo si applica quando il trader ha una posizione già in GAIN e decide di proteggere il guadagno maturato. Non si tratta quindi di uno stop fisso a livello di ingresso che mette il trade a break even, ma segue il prezzo ad una certa distanza (es. 10\15 pips) garantendo così, al suo tocco, comunque un buon guadagno.

Quindi tornando al nostro indicatore Parabolic SAR  possiamo sfruttare uno dei punti che ci traccia sul grafico per stabilire ed impostare un livello dinamico di stop in profitto. Ritengo personalmente questo strumento molto utile, versatile e di facile comprensione, ma ripeto ancora una volta: non utilizzarlo mai come generatore di segnali a mercato! 

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Come si dimostra l’affidabilità di un indicatore?

Impariamo a conoscere bene gli indicatori, magari facendo del backtesting sui grafici del passato, su delle belle serie storiche, usiamoli sempre come strumenti per avvalorare o meno una attenta analisi di mercato che tenga anche conto dei fondamentali.

Nel trading occorre essere pazienti e preparati, nulla al caso e si deve entrare a mercato solo se sussistono le condizioni migliori. Poche operazioni ma mirate e profittevoli, proprio come si fa con BPFX! Purtroppo lo STOP LOSS prima o poi arriva ,fa parte del mestiere del trader, ma se si ha un buon piano di trading, se si usano le giuste analisi e si usa le giuste leve il recupero sarà immediato ed il capitale continuerà a crescere in modo costante.

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Questo è ciò che si impara a fare con BPFX

Mi raccomando di non perdere il prossimo articolo del nostro speciale BLOG… si parlerà di un argomento molto interessante… l’ICHIMOKU.

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Il MACD nel Trading Online

Proseguiamo la nostra carrellata di indicatori e parliamo del MACD; con questo acronimo si intende “moving average convergence divergence”.

Questo indicatore serve ad evidenziare certi aspetti del TREND e rientra, come visto in precedenza nell’altro articolo, in quelli definiti TREND FOLLOWER; è un indice di MOMENTUM che mette in evidenza una tendenza ponendo in relazione delle medie mobili dei prezzi. Applicato sui nostri grafici ci comparirà sotto forma di istogrammi derivati dalla differenza tra due medie mobili (MACD LINE) ed una media mobile esponenziale delle stesse medie (LINEA DI SEGNALE). Tale istogramma può darci una buona indicazione del MOMENTUM del nostro asset preso in considerazione.

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Ovviamente, come spiegato nell’articolo precedente dove si mette in evidenza cosa sono gli oscillatori, il suo valore “oscilla” sopra o sotto il valore zero. Anche in questo caso, come per tutti i principali indicatori, anche il MACD lo troviamo sulla nostra piattaforma MT4 già pronto all’uso, se vogliamo, in base alla nostra esperienza o in base al time frame, possiamo cambiare i valori delle tre medie mobili esponenziali. Generalmente di default le troveremo così settate:

  1. MEDIA MOBILE ESPONENZIALE a 12 periodi e MEDIA MOBILE ESPONENZIALE a 26 periodi che servono per creare la linea di MACD.
  2. MEDIA ESPONENZIALE a 9 periodi per formare la LINEA DI SEGNALE.

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Vediamo brevemente come si formano le diverse linee che daranno vita agli istogrammi sul grafico e come si contestualizzano.
La linea MACD deriva dalla differenza della EMA di più lungo periodo (26) con quella più breve (12 periodi).

La linea di SEGNALE come detto è una media esponenziale a 9 periodi della linea di MACD e, con il passare del tempo, sul grafico viene a formarsi un istogramma derivante dalla differenza tra le due linee. Questo oscillatore, unito ad altri indicatori, può aiutare il trader durante l’analisi di un grafico.

Ad esempio molti operatori attendono un segnale di entrata a mercato scaturito dall’incrocio di due medie mobili, una di più breve periodo (supponiamo 12) con una di più lungo periodo (supponiamo 24). In questo caso, il taglio e incrocio di medie, suggerisce che il prezzo aumenti in modo più veloce rispetto ai periodi appena passati, di conseguenza fornisce un’indicazione LONG. Osservando il MACD potremo avere una conferma, infatti se è positivo, cioè sopra lo zero ed in costante aumento, avvalorerà l’indicazione LONG anche perché rafforza il MOMENTUM.

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Il MACD utilizzato per le divergenze

Un altro impiego più specifico e tecnico riguarda quello di interpretare e sfruttare le cosiddette DIVERGENZE.

Praticamente queste divergenze vengono a verificarsi quando l’andamento dei prezzi e quello del MACD non corrispondono più. Si vengono così a creare delle DIVERGENZE rialziste o ribassiste, le prime quando il prezzo continua a far registrare una serie di minimi decrescenti mentre il MACD segna valori ed istogrammi sempre più alti, le seconde invece quando il prezzo fa nuovi TOP (massimi) mentre il MACD indica valori decrescenti. In questi casi è facile che si verifichi presto un’inversione di tendenza del trend o per lo meno una forte correzione.

Quindi in conclusione questo indicatore si può ritenere di buon valore e livello per le analisi di mercato in quanto svolge due funzioni: aiuta a misurare un trend e ci da un’idea del MOMENTUM, ma come sempre torno a ribadire che si tratta di uno strumento utile come altri a fare analisi e ad avvalorare le nostre entrate contestualizzandole al meglio e non deve essere considerato un “generatore di segnali”!

Fare trading è una vera professione, una vera attività imprenditoriale e come fanno tutti i migliori imprenditori, bisogna difendere le proprie risorse al meglio e nel caso del trading le risorse sono IL CAPITALE. Essere conservazionisti nel TRADING nel lungo periodo paga sempre! Il Drawdown rimane basso, psicologicamente il trader è meno stressato e di conseguenza la equity line sale dolcemente ed inesorabilmente verso il massimo gain!

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Questa è la giusta filosofia da tenere sempre bene a mente, la filosofia su cui si basa BPFX !

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La Media Mobile nel Trading Online

Nello scorso articolo abbiamo parlato degli indicatori nell’analisi tecnica descrivendone brevemente il loro significato, da questo in avanti, descriveremo uno per volta quelli più importanti ed usati nella operatività quotidiana durante la fase di analisi e studio di un grafico finanziario.

Partiamo quindi, come si evince dal titolo, della MEDIA MOBILE.

Come detto la scorsa volta, la media mobile nel Trading Online fa parte della categoria degli indicatori LAGGING, quindi segue il prezzo. Si tratta comunque a tutti gli effetti di un algoritmo ricavato da una formula matematica. Infatti si tratta di una media ottenuta da una determinata quantità di dati, o meglio, di prezzi, rispetto ad un periodo temporale. Si attribuisce poi il nome “mobile” proprio perché prende in considerazione solo un numero “N” di rilevazioni temporali ( es. MEDIA MOBILE 20, ovvero la media dei prezzi degli ultimi 20 periodi) .

Il “periodo” non è altro che la durata di formazione sul grafico di una candela o barra di prezzo e lo vediamo indicato sul grafico generalmente in alto a sx.

Con il nostro S.D.O. (Sistema Didattico Operativo) normalmente lavoriamo su grafico GIORNALIERO o su quello più piccolo H4, quindi il periodo di una candela o barra di prezzo sarà appunto di un giorno in un caso e di quattro ore nel secondo. Di conseguenza, una MEDIA MOBILE a 200 indicherà la media dei prezzi negli ultimi 200 periodi, ovvero delle ultime duecento candele che vediamo formate sul grafico.

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Come viene calcolata una Media Mobile?

Generalmente per il calcolo di una media mobile vengono presi in considerazione i prezzi di chiusura di una candela, ma si possono usare anche medie basate sui minimi o sui massimi o solo su quelli di apertura. Questi dati si possono cambiare dalle impostazioni generali che si trovano sulla METATRADER e lo vedremo poi più avanti in un articolo dedicato.

La media mobile nel Trading Online si divide poi in tre tipologie diverse e cioè:

  1. Media semplice
  2. Media ponderata
  3. Media mobile esponenziale.

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La media mobile semplice

Quella semplice viene indicata con l’ acronimo SMA ( Simple Moving Average) e non è altro che una semplicissima media matematica dei prezzi di chiusura, quindi la si calcola sommando tutti i prezzi e dividendoli per il numero di periodi.

Forse è anche la più utilizzata, ma sicuramente la meno utile per certi tipi di analisi… infatti con questa media tutti i prezzi hanno lo stesso peso e può non essere affidabile come media, specie su time frame più piccoli, durante il rilascio di NEWS macro di mercato, il prezzo può subire forti oscillazioni lasciandone traccia sul grafico disegnando candele anomale.

Per ovviare a questo problema, agli analisti tecnici, viene in soccorso la MEDIA MOBILE PONDERATA.

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La media mobile ponderata

La media ponderata WMA ( Weighted Moving Average ) tiene infatti sì in considerazione tutti i prezzi facendone una media matematica, ma assegna un peso maggiore ai dati più recenti e minore a quelli che si allontanano di più nel tempo.

Per il suo calcolo vengono presi in esame un certo numero N di periodi ed i prezzi relativi a quel periodo vengono moltiplicati per il proprio numero di periodo prima di essere sommato. Facciamo un esempio pratico che spiega meglio il concetto.

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Vediamo nello specifico come poter calcolare la Media Ponderata a 20 periodi

Il calcolo si sviluppa moltiplicando il prezzo del ventesimo periodo per venti, quella del diciannovesimo per 19 , quella del diciottesimo per 18 , quella del diciassettesimo per 17 e così via per tutti i prezzi e si sommano tutti i risultati. Questo risultato verrà a sua volta diviso per la somma dei periodi, ovvero 1 +2+3+4+5+6+7+8……….+20 = 210.

 

                      ( p1x1+p2x2+p3x3+p4x4+p5x5….+pnxn )

       WMA=  __________________________________

                           ( 1+2+3+4+5+6+7+8+9+10..+n)

Così facendo si da maggior peso agli ultimi valori rendendo la media più precisa.

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La media mobile esponenziale

Per finire abbiamo la media mobile esponenziale EMA ( Exponential Moving Average). Per il calcolo di questa media si usa una formula molto più complessa, infatti vengono presi in considerazione tutti i prezzi della serie storica ai quali viene applicata una ponderazione esponenziale decrescente; la ponderazione sarà minore sui primi dati fino a diventare infinitesimale con il passare del tempo.

Comunque dobbiamo stare tranquilli… non dovremo armarci di calcolatrice per avere la medie mobili da applicare al grafico!! Per fortuna ci pensa la nostra cara piattaforma di Trading ( MT4) che ce le fornisce già belle e pronte all’uso, ci basterà selezionarle e “settarle“ nel modo desiderato indicando il numero di periodi e se la vogliamo sulle chiusure o aperture o sui minimi o massimi ed il gioco è fatto… ci compariranno sul nostro grafico pronte per essere usate ad aiutarci a fare delle analisi e considerazioni! Ma come anticipato prima, più avanti troverete un articolo apposito che tratterà in modo dettagliato l’uso della METATRADER.

 

Ma alla luce di quanto scritto sopra, quale media è meglio usare per le nostre analisi? 

Come abbiamo visto la EMA (esponenziale) tiene meno conto degli “ scossoni “ dati dalle violente ma brevi variazioni di volatilità dopo il rilascio di NEWS , ed ha di conseguenza una maggiore agilità reagendo in modo repentino al cambiamento del sentiment generale di mercato. La semplice, (SMA), reagisce in modo più lento e di conseguenza e più attenta ai falsi segnali.

Perciò la scelta viene condizionata dal tipo di intervallo di tempo che si usa (TIME FRAME).Per intervalli più piccoli sarà più appropriato l’uso di una media EMA per cogliere rapidamente la tendenza.

Generalmente comunque anche nel caso delle medie mobili, la scelta da fare, è sempre soggettiva; dipende da Trader a Trader. Tuttavia di solito per usare una media come livello di supporto dinamico si tende a scegliere una SMA, invece per sfruttare gli incroci tra media e prezzo sembra trovino più utilizzo le EMA o le WMA.

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La media mobile nel Trading Online viene identificata anche come un vero e proprio supporto dinamico

Essendo dei veri e propri supporti o resistenze dinamiche il loro impiego quindi è utile per aiutare ad identificare meglio un trend ed operativamente  trovano impiego in strategie TREND FOLLOWING sfruttando i rimbalzi su di essa per seguire la tendenza. Più il periodo sarà lungo più la media avrà maggior valenza ed affidabilità (molto usata in generale da molti Trader la media a 200 periodi) .

Sicuramente un altro uso delle medie mobili durante l’operatività e quello di sfruttare l’incrocio tra due di esse, una più lenta ed una più veloce: ad esempio una SMA a 20 periodi con una SMA a 100 periodi.

Quando quella più veloce taglia al rialzo quella più lenta si avrà un segnale BUY di acquisto, mentre viceversa, quando la più lenta incrocia e taglia al ribasso la veloce si avrà un segnale di vendita SELL. Addirittura molti operatori, per filtrare meglio i segnali ed eliminare di conseguenza il maggior numero di falsi segnali, sfrutta gli incroci di ben tre medie!

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Alcune considerazioni sulla media mobile nel Trading Online

Concludo precisando comunque che fare TRADING significa affrontare i mercati e non possiamo di certo basare delle entrate su dei segnali che provengono da un incrocio di medie o da un rimbalzo su di esse…. Un entrata deve essere figlia di un attenta ed accurata analisi che la oggettivi e contestualizzi al meglio.

Quindi le medie non vanno mai usate da sole, ma bensì con altri indicatori e con uno studio approfondito sia tecnico che fondamentale. Non bisogna cercare a tutti i costi di entrare a mercato, bisogna farlo con cognizione di causa e questo BPFX ce lo insegna tutte le settimane! Pochi ingressi ma mirati e selettivi, sempre con un occhio al capitale gestendo al meglio il rischio.

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Gli indicatori nell’analisi tecnica

Come abbiamo avuto modo di leggere negli scorsi articoli, l’analisi tecnica, è uno strumento imprescindibile per un Trader durante la valutazione e lo studio dei mercati finanziari al fine di poter formulare delle previsioni il più possibile attendibili volte a garantirgli ingressi a mercato mirati e profittevoli. Dobbiamo essere sempre consapevoli che non esistono modi infallibili per fare trading, e che gli stop sono comunque parte del lavoro quotidiano di un Trader; sono da considerarsi come un costo che si può avere durante un’attività imprenditoriale.

Chi fa trading in modo professionale gestisce una vera e propria azienda, è un imprenditore, e come tale deve essere un buon manager e deve saper gestire non solo i guadagni, ma anche le perdite, cercando di renderle piccole e comunque sempre sotto controllo.

Ci sono anche altri “costi” che un Trader deve sostenere per migliorare e far prosperare la sua attività, uno di questi è senza ombra di dubbio la FORMAZIONE.

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La formazione si trasforma così da costo a INVESTIMENTO.  Infatti se ci si informa e forma cercando di apprendere al meglio i mercati , si sarà più professionali e preparati per gestire tutte le situazioni che si incontreranno ed il trading potrà senza ombra di dubbio essere fonte di reddito e soddisfazioni.

Non volevo, con questo preambolo, uscire dal seminato… ovvero non volevo distogliere l’attenzione del lettore da quello che è il titolo dell’articolo GLI INDICATORI NELL’ANALISI TECNICA, anzi… era proprio un modo per sottolinearne l’importanza. Infatti nella formazione di un Trader, nel suo bagaglio di conoscenze, non deve mancare lo studio e la comprensione dell’analisi tecnica vista nei suoi più svariati e complessi argomenti, ed uno di questi (che affronteremo da questo articolo in avanti) è legato ai diversi INDICATORI usati come strumento di analisi.

Ma quindi cosa sono questi indicatori?

Partiamo subito da una più semplice definizione… Gli indicatori sono strumenti legati all’analisi tecnica e sono basati su calcoli matematici e statistici e trovano il loro impiego per aiutare l’interpretazione dell’andamento di un qualsiasi strumento finanziario.

Bisogna subito chiarire che questi indicatori si suddividono in due categorie, quelli LEADING e quelli LAGGING. I primi sono quegli indicatori tecnici che tendono a prevedere statisticamente l’andamento futuro dei prezzi basandosi ovviamente su delle serie storiche, mentre i secondi, la cui traduzione letteralmente significa “tardivi”, seguono il movimento dei prezzi quando questi sono già in trend.

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Ma quale categoria di indicatori funziona meglio? Quale andrebbe usata per un’operatività corretta e profittevole?
Anche in questo caso la risposta non è semplice… infatti ogni Trader, a seconda della sua esperienza e propensione al rischio, userà più uno rispetto all’altro o addirittura un mix di entrambi. Possiamo però ragionare insieme su alcuni aspetti riguardanti il loro utilizzo e la loro contestualizzazione. Partiamo dal presupposto che lavorare a favore di trend è sempre consigliato e forse meno rischioso, se ci pensate, nuotare in un mare in tempesta contro corrente non è semplice, e anche il nuotatore più esperto può essere trascinato verso una triste fine….

Facciamo quindi per un momento nostro il famoso concetto “TREND IS YOUR FRIEND”.. ovvero il trend è tuo amico.

Bene, sulla base di questo concetto ci vengono in aiuto gli indicatori LAGGING. Sì è vero, abbiamo detto che sono tardivi e quindi tendono ad evidenziarci un inizio di trend quando è già partito, quindi ci fanno entrare a mercato con un certo ritardo, ma ovviamente non sappiamo quanto questo sarà lungo e forte, quindi prima o poi riusciremo a cavalcarne uno che ci potrà così portare ad incassare delle belle posizioni, come dicono molti trader di successo, ONE GOOD TREND PAYS FOR ALL THE WHIPSAWS , ovvero sarà sufficiente seguire un solo trend molto forte per essere ripagati da tante piccole entrate andate male, quindi qui si rimarca il solito concetto di tenere sempre “piccoli” i costi, gli stop.

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Quali sono gli indicatori lagging più conosciuti?

Vediamo ora una panoramica di quelli che sono i più conosciuti ed usati INDICATORI LAGGING:

  • MEDIA MOBILE
  • AVERAGE DIRECTIONAL INDEX ( ADX )
  • ICHIMOKU KYNKO HYO
  • BOLLINGER BANDS
  • ENVELOPES ( bande di oscillazione )
  • PARABOLIC SAR
  • INDICATORE ZIC ZAC
  • SUPERTREND
  • MACD

Ovviamente tutti questi indicatori sono presenti nelle maggiori piattaforme di trading e noi li potremo vedere durante la nostra operatività usando la METATREDER, MT4.

Ogni indicatore ha dei suoi parametri di default e ovviamente molti li lasciano tali e li impiegano su qualsiasi intervallo di tempo e per qualsiasi strumento finanziario. Questo può dare dei problemi in quanto vanno settati ed adattati ai vari time frame e vanno anche studiati e provati in modo da affinare le proprie conoscenze e farne uno strumento il più attendibile possibile.

Passiamo ora a vedere di spiegare brevemente gli indicatori LEADING. Come abbiamo detto prima questo tipo di strumento si cerca di “prevedere “ quando un trend sta per finire e quindi avviene un inversione.  Quindi il Trader cerca un “anticipo”, un vantaggio, un chiaro segnale di inversione. Questi indicatori sono di carattere statistico e si basano su delle serie storiche, cioè su come si è comportato il mercato nel corso degli anni passati. A differenza dei LAGGING questi danno segnali più tempestivi, ma di contro sono meno affidabili perché sono più soggetti a falsi segnali soprattutto su time frame piccoli.

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Vediamo quali sono gli indicatori Leading più famosi e più utilizzati dai Traders 

  • STOCASTICO
  • MACD
  • MOMENTUM
  • COMMODITY CHANNEL INDEX
  • RELATIVE VIGOR INDEX
  • AVERAGE TRUE RANGE (ATR )
  • WILLIAMS %R

Questi tipi di indicatori quindi sono meno affidabili, ma se uniti con altri strumenti di analisi come ad esempio le trendline possono dare ottimi risultati. Ovviamente vanno studiati e contestualizzati sempre al meglio, nel trading non esistono formule magiche o strumenti in grado di prevedere il futuro! Chi lo afferma non è di certo un Trader professionista.

In conclusione vorrei ancora spiegare una distinzione da fare tra i vari indicatori tecnici che abbiamo appena visto, infatti questi, per correttezza di informazione, si distinguono ancora in INDICATORI ed OSCILLATORI.

La differenza sta nel fatto che i primi sono liberi di muoversi all’interno di un grafico mentre invece gli oscillatori, come si deduce dal nome, oscillano all’interno di un indice fisso, generalmente compreso tra 0 e 100 , oppure, come nel caso del MOMENTUM, intorno ad un parametro fisso dello 0. Li vedremo sempre svincolati dal grafico del prezzo e saranno confinati nella parte bassa dello stesso. Un esempio classico di oscillatore è l’ RSI che si sviluppa all’interno di un range fisso e ci indica la volatilità del prezzo .

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La Media Mobile, un indicatore molto utilizzato nel Trading Online

Un esempio classico di INDICATORE invece può essere la MEDIA MOBILE, che vediamo sul grafico, più o meno vicina al prezzo a seconda del periodo impostato, e lo segue nei suoi movimenti.
Quindi in conclusione gli INDICATORI  servono per cercare di identificare il trend essendone loro “accompagnatori”, mentre gli OSCILLATORI servono per intercettare le inversioni in quanto tracciano livelli di IPERCOMPRATO e di IPERVENDUTO.

Esistono anche indicatori detti di VOLUME, e come suggerisce appunto il nome, si utilizzano per studiare e comprendere i volumi cioè la forza che distingue il movimento. Indicano le quantità di scambio in un determinato lasso temporale, in teoria alti volumi rafforzano la validità di un segnale.

Concludo questo articolo con una precisazione importante che voglio sia sempre chiara… Tutti questi indicatori sono ottimi strumenti che servono per avvalorare o meno delle analisi fatte in modo professionale , non vanno mai usati come generatori di segnali per entrare a mercato. Nel trading nulla va lasciato al caso e tutto va ponderato e valutato sempre al meglio! 

Nei prossimi articoli vedremo di sviscerarli uno per volta e spiegarne bene il corretto utilizzo e il miglior modo di contestualizzarli.

 

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